Per introdurre la poesia nella mia classe ho deciso di partire dalla lettura di un albo non convenzionale su consiglio della mia libraia: “Voglio scrivere una poesia” di Bernard Friot e Arianna Papini, edizioni Carthusia.

Perché ho scelto questo albo?
- perché è un albo che fa pensare, fa nascere tante domande
- è un albo poco conosciuto che presenta la poesia in modo non convenzionale
- le illustrazioni si presentano sotto forma di collage offrendo spunti di lavoro con i ragazzi per i loro testi (collage, cut – up, caviardage)
- le immagini offrono esempi di simmetria, complementarietà e contrasto con il testo per riflettere con i ragazzi sui diversi aspetti del messaggio e del rapporto parole – immagini
- e’ un albo estremamente evocativo che può offrire molti spunti di scrittura
Le letture corali ad alta voce dell’insegnante dell’albo sono state tre:
- una prima lettura durante la quale i ragazzi si concentrano solo sull’ascolto e l’osservazione delle immagini
- una seconda lettura durante la quale i ragazzi possono annotare liberamente ciò che vogliono (parole, frasi, brevi annotazioni)
- una terza lettura a cui segue la compilazione della tabella a Y – Impressioni Connessioni e Domande
Le successive sessioni sono state dedicate all’immersione nell’albo affrontando un paio di tavole o alcune sezioni per volta: guidando i ragazzi con domande generiche (cosa vedete? cosa osservate? cosa vi fa venire in mente? Come si rapportano parole e immagini?) e partendo sempre io per prima con le mie osservazioni per guidare con l’esempio, i ragazzi si sono interrogati, hanno condiviso le loro osservazioni, impressioni, emozioni, dubbi e interrogativi, lasciando massima libertà perché è importante che percepiscano che nelle loro risposte non c’è una risposta giusta o sbagliata e non si sentano inibiti nell’esprimere i loro pensieri. Contestualmente ho offerto loro spunti di scrittura ispirati dalle tavole o dal testo come liste, quickwrite che ci hanno permesso di riflettere sulla poesia a 360 gradi e di far riflettere i ragazzi su di essa in modo nuovo, trasmettere che la poesia può nascere da qualsiasi cosa intorno e dentro di noi per poi essere pronti a dire “Voglio scrivere una poesia”.
Per i loro esperimenti di poesia i ragazzi hanno potuto attingere a diversi attivatori o spunti di scrittura che le tavole mi hanno suggerito per loro e di cui vi illustro un esempio tra i molti di cui questo albo è miniera:

Ho chiesto ai ragazzi di iscrivere una poesia facendosi ispirare da “un rumore” come attivatore. Quale? Qualsiasi rumore fosse loro di ispirazione perché legato ad un ricordo o ad un particolare evento della loro vita o infanzia, a un luogo a loro caro, un rumore della loro quotidianità che potevano andare a “catturare” nel loro paese con il cellulare per averlo poi a disposizione e ho fornito loro anche il link all’archivio sonoro della città di Bologna a cui avrebbero potuto ispirarsi … abbiamo poi proseguito con altri attivatori concentrandoci sui sapori e cosi via.
E poesia sia!